La prima stampa è esaurita in poche settimane e la ristampa del noir urbano del ferrarese Enrico Astolfi continua a vendere. Continua l’ascesa del romanzo metropolitano “Casilina ultima fermata” che ora ha anche un booktrailer ufficiale realizzato dalla  regista ferrarese Lyda Patitucci e da Vincenzo Rosa.

Sullo sfondo del quartiere romano del Pigneto, zona multietnica e turbolenta, si intrecciano le storie di due ragazzi: Franco, detto il Grigio, un delinquente di borgata che incarna una città in preda alla violenza più becera e Roy Van Persie, un olandese innamorato dell’Italia. Franco si trova in un momento cruciale della sua vita; appena uscito di galera per aver massacrato di botte una cassiera durante una rapina, infervorato da strane visioni mistiche e messaggi salvifici, sta cercando di ricostruirsi una vita, ma il suo quartiere, la dimensione familiare, la casa, nulla è più come ricordava. Nella sua mente, realtà e finzione si sovrappongono di continuo, in una vorticosa allucinazione. Roy, invece, è appena arrivato a Roma per prestare servizio presso un’associazione di volontariato che recupera cani randagi. All’appuntamento, però, non si presenta nessuno, la sede non esiste, e Roy si perde nei meandri del Pigneto. Da salvatore di animali diventa lui stesso un randagio disperso nella città eterna. Le storie di Franco e di Roy corrono in parallelo, alternandosi nel susseguirsi dei capitoli, si sfiorano fino a incrociarsi, quando il destino deciderà di farli trovare uno davanti all’altro. “Sai qual è la verità? La verità è che non è cambiato niente. Tutti a dire questo è peggio, che una volta era meglio, che le cose funzionavano. Che si stava meglio quando si stava peggio. Non è vero. Credimi. Questa città è sempre uguale e sarà sempre uguale, e sai perché? Perché non sono i romani che fanno Roma. È Roma a fare i romani. E ti posso dire una cosa: Roma ai romani li tiene per le palle”.

Sospeso tra il senso di angoscia e la speranza, “Casilina. Ultima fermata” di Enrico Astolfi è a tutti gli effetti un noir metropolitano. Con un ritmo incalzante e ipnotico, l’autore è abile nel tessere le storie di Roy e di Franco, in un crescendo di spirali che trascinano verso il basso, sino a confondere realtà e finzione. La cura nelle descrizioni degli ambienti e l’attenzione per i dialoghi, spesso arricchiti da gergalità locali, non sono solo lo specchio di una scrittura matura, ma anche di una conoscenza profonda della città di Roma, della quale l’autore scopre angoli e scorci, contraddizioni e bellezze. Odori, colori, profumi, dettagli di vita che riportano alla dura normalità del quartiere, della borgata, e che sono talmente vivi da elevare al rango di vero e proprio personaggio la città di Roma, con i suoi fiumi di pendolari e di immigrati, il traffico e le bestemmie, le violenze, gli incontri e con quel cielo terso che sa ridonare pace al cuore. [di Daniele Oppo per estense.com]

 

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