unoCon il terzo dei suoi libretti, Eliana Elia prosegue la suo originalissima opera narrativa, nuovi, con rapidi e pungenti e nuovi racconti. “Questa particolare forma breve racchiude un mondo. Il non-detto si espande al di là della pagina, sfidando il lettore a decifrare il silenzio che si addensa dentro le parole è. Ma chi, riconosciuti gli stilemi della microfinzione, credesse
di poter prevedere nel narrare di Eliana Elia una retorica improntata al ritorno di determinati meccanismi, si vedrà invece trascinato nel vortice della frantumazione dei generi. Ecco il racconto che trova il tempo per addentrarsi nei labirinti della incostanza dei sentimenti e dell’incertezza sulla scelta della propria vita; ecco la definizione folgorante, la meditazione filosofica e il gioco con la materialità della scrittura; ecco la reminiscenza ironica delle fiabe, ma come pretesto per demistificare una società fondata sull’apparenza. Dalla concentrazione questa scrittura trae la sua forza, ma la sorgente del suo senso va cercata soprattutto nella leggerezza, nel rifiuto dell’urlo, anche quando ciò che deve trasmettere è il dolore di una perdita  definitiva o una paura senza nome” (Rosalba Campra).

 

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