astolfi1Visitai Roma un secolo fa, nei tardi anni Ottanta: enorme periferia grigia e desolata, strade congestionate dal traffico, resti di vestigia romane abbandonate all’incuria con scritte spruzzate dalle bombolette, venditori abusivi in unte roulotte senza targa, gente ferita e sanguinante che aspettava alle fermate dell’autobus nell’indifferenza generale. Le cose sono cambiate oggi, migliorate oserei dire, perdonatemi quest’ottimismo, più attenzione ai parchi e al verde, ai monumenti, si potrebbe fare di più, ma è già qualcosa.
Chi conosce Roma o è curioso di conoscerla filtrata dalla letteratura, una lente di ingrandimento non troppo deformante della realtà, anche nelle sue derive più surreali, troverà interessante la lettura di Casilina. Ultima fermata di Enrico Astolfi, edito da una piccola casa editrice romana, la Ponte Sisto editore. Enrico Astolfi, romano d’adozione, classe 1976, è uno scrittore interessante, già autore di opere comePalude e La ballata del Tocororo, romanzo surreale scritto a  quattro mani con Lorenzo Mazzoni, che qui si cimenta in un noir metropolitano, contaminato di realismo e sporca poesia nata dalla quotidianità.
Pensare al cantore d’eccellenza delle borgate romane è quasi un tributo automatico, anche se la poetica pasoliniana forse resta sullo sfondo nel tentativo di attualizzare un mondo in continuo mutamento. Astolfi cerca di parlare della Roma di oggi, connotandola con le contraddizioni e i contrasti di una periferia sfregiata da abusivismo, palazzine sovraffollate, microcriminalità diffusa, che pur tuttavia conserva un humus autenticamente romano e fatalista.
Protagonisti del romanzo due personaggi, diametralmente diversi, quasi l’uno l’antitesi dell’altro. Franco, piccolo criminale da strapazzo, appena uscito di galera, estraneo in una realtà di borgata che stenta a riconoscere. Roy Van Persie, generoso, altruista, estraneo anch’egli, perché autenticamente straniero, giunto in Italia dall’Olanda per svolgere il suo servizio come volontario in un’ associazione che aiuta i randagi. Il senso di estraniamento, è infatti comune ad entrambi i personaggi: Franco si perde in sé stesso, nella sua mente danneggiata; Roy nella città, dedalo di strade e di quartieri, metafora di una perdita di orientamento e consapevolezza. Si incontreranno e la follia e la violenza che giace sopita come un’animale in letargo, lascerà il suo segno.
Casilina. Ultima fermata sarà in libreria in questo fine settimana ed è bello che una piccola casa editrice come la Ponte Sisto creda e dia voce ad un autore come Enrico Astolfi che con questa opera si avvicina al noir con una certa originalità. Diversi i punti di vista, composita la struttura narrativa. Incipit ed epilogo si sovrappongono in una struttura quasi circolare, dominata da toni colloquiali, frammenti di dialetto romanesco, quotidianità mista a normalità e follia.
Il personaggio Roy Van Persie sicuramente è quello che catturerà maggiormente le simpatia del lettore, ma anche il suo specchio distorto, Franco, pur con i suoi limiti e la sua negatività non lascia indifferente. Due bei personaggi, ben costruiti, psicologicamente credibili, capaci di portare il lettore all’epilogo finale, che come in ogni noir che si rispetti non porta né consolazione né luce dopo il buio. Da leggere.

Astolfi Enrico, è nato a Magenta(MI) nel 1976, ferrarese di adozione. Funanbolo dei lavori precari. Per anni lavora come freelance nel settore audiovisivo, realizzando video commerciali, documentari, spots pubblicitari, videopromozioni, clips musicali. Dal 2000 scrive racconti brevi pubblicati sul web. Collabora con riviste e fanzines clandestine. Nel 2004 segue il corso RAI SCRIPT di perfezionamento di scrittura televisiva e cinematografica. Dopo il corso scrive, per alcuni mesi, i dialoghi di una soap opera della quale non si può fare il nome. Lavorava in nero. Ormai trasferitosi a Roma, lavora nel sociale come operatore in un centro di accoglienza per minori. Scrive di notte. Ha pubblicato tre romanziPalude (Linea Bn, 2007, Ferrara), Eri tutto lungo (con il collettivo Alba Cienfuegos, Line Bn, 2008, Ferrara), La ballata del Tocororo ( couatore Lorenzo Mazzoni, Linea Bn, 2009, Ferrara).

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