preferirei_di_noGli italiani non amano la politica perché la politica italiana non si può amare. I suoi riti stanchi, distanti dai bisogni reali della gente, indifferenti alle necessità di trasformazione del Paese, incapaci di coglierne gli umori, sono il sintomo di una prassi che persegue interessi di “parte”, piuttosto che il bene comune. Senza la prospettiva del bene comune la politica si svuota di significati e perde capacità di attrazione ed efficacia. Come potrebbe un giovane, che getta lo sguardo per la prima volta sulla politica, sentirsi coinvolto dai mille bizantinismi, dal linguaggio stereotipato, dalla quotidiana rappresentazione del nulla, dal gioco delle parti di individui preoccupati troppo dalla propria sopravvivenza e troppo poco degli elettori?

Dopo il crollo dei partiti strutturati in Italia si sono aggregate formazioni politiche nuove. Il Partito del Carroccio di Umberto Bossi, il Partito delle Mani Pulite di Antonio Di Pietro, il Partito che non c’è di Silvio Berlusconi, il Partito fluttuante di Valter Veltroni e poi di Pierluigi Bersani e, infine, il Movimento di Beppe Grillo. Le prime due sono entrate in crisi al termine del ventennio berlusconiano a seguito di scandali interni. Le ultime tre sono uscite dalle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 come entità tra loro inconciliabili. Tre minoranze imperfette sull’orlo di una tempesta perfetta, come le ha definite il costituzionalista Michele Ainis.

Esiste la possibilità di una nuova fondazione della politica? Secondo l’autore del piccolo pamphlet  una speranza esiste ed è racchiusa in Bartleby lo scrivano, un breve racconto uscito dalla penna di Herman Melville nel 1853, quando Karl Marx doveva ancora scrivere Per la critica dell’economia politica e Il Capitale era solo una massa informe di appunti, insomma pubblicato prima che l’ideologia comunista trovasse i suoi fondamenti teorici.

Il Preferirei di no (I would prefer not to) pronunciato caparbiamente dal protagonista del racconto, non rappresenta la politica figlia delle ideologie e nemmeno l’antipolitica, o la non politica. Barltleby non si pone fuori dalla politica, ma ne apre una nuova stagione.

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L’autore, Igor Patruno, ha attivato una pagina facebook dove discute dei temi del saggio con chiunque voglia confrontarsi con lui.

 

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