«Faldone» è, nel gergo burocratico, il nome delle grosse cartelle – chiuse da legacci di canapa o simili – nelle quali vengono archiviati i documenti. I faldoni sono contenitori relativamente «porosi», tuttavia: nuovi fogli possono esservi infilati con facilità, i fogli esistenti possono esserne sottratti, l’ordine si può perdere o modificare, o può essere casualmente ristabilito. A una siffatta idea di disposizione e classificazione sempre provvisoria del materiale verbale è ispirata la costruzione di questo libro, che rappresenta nelle intenzioni  dell’autore la sua unica opera in mutamento, un organismo testuale al cui modellamento si dedica da circa un quindicennio. Il Faldone è un libro di monologhi o dialoghi in versi.
Ogni poesia è racchiusa fra parentesi, come se si trattasse di incisi in un altro testo, o in uno svolgimento storico ed esistenziale, di cui, si potrebbe supporre, i versi qui leggibili non portano che tracce, non rappresentano che glosse o divagazioni. Chi prende la parola – un io narrante (a volte autobiografico), un tu maschile, un bambino, più interlocutori femminili, ma anche personaggi storici o immaginari – sembra riversare nel corpo mutante del Faldone l’interezza della sua esperienza vitale, le contraddizioni delle proprie attitudini conoscitive,
le incertezze e i rovesci del nostro tempo. Si discute senza fine (e senza inizio) di linguaggio e paternità, di redenzione del passato e di erotismo, di letteratura e di infanzia e di politica, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilità storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere compiutamente formulata.

dio ci ha creati
noi siamo i burattini di dio
noi abbiamo creato i nostri burattini
i burattini dei burattini sono gli animali
i burattini degli animali sono le macchinine
i burattini delle macchinine sono i bambini
io ho creato questa poesia

L’AUTORE

Vincenzo Ostuni (Roma, 1970), animatore negli anni Novanta del gruppo Laboratorio Aperto di Ricerca Poetica e della rivista Dàrsena, ha pubblicato nel 2004 Faldone zero-otto (Oèdipus, nella cinquina del Premio Napoli per la poesia internazionale). Nel 2009 è stato fra i vincitori del Premio Delfini. Ha curato l’antologia Poeti degli anni Zero (L’Illuminista, n. 30/2011; ristampato a fine 2011 in questa collana). Fra gli animatori del gruppo TQ, è redattore del Caffè illustrato e collaboratore di alfabeta2. Lavora come editor per Ponte alle Grazie. Su http://www.faldone.it si può seguire lo svolgimento del suo lavoro poetico.

Vetrina della libreria Fahrenheit di Campo de’ Fiori a Roma,
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