È tra gli amori non corrisposti e quelli immaginati che si gioca questa partita notturna. È tardi e sei entrato in una delle poche librerie aperte di notte. Stai sfogliando con aria sospesa un libro che forse non comprerai. Eppure non è detto che proprio quel volu­me non venga a casa con te. Magari solo per completare il raccon­to della storia che ha iniziato a narrarti dalle sue pagine fragranti. Dopo, forse, non avrai più quel sonno che ora desideri né ricorde­rai di averlo desiderato perché la lettura ti entusiasma, t’irretisce. Ecco, se fosse per me io metterei fuori dalle librerie un cartello con su l’elenco di quelle aperte in notturna (sì, come si fa per le far­macie!). Non c’è rimedio migliore di un libro quando non si ha sonno e quando non ci si preoccupa poi troppo che arrivi.
Lì, al tuo fianco, la bellezza speciale che ha una donna che guarda un libro. Che dirle? Che anche tu come lei soffri d’inson­nia? Che anche tu come lei sogni una notte di parole che ammalia­no? Entrambi già lo sapete che uscendo dalla libreria (Mondadori a via Tuscolana, Fahrenheit a Campo de’ Fiori, Croce a corso Vit­torio, Arion a via Veneto: per dirne alcune aperte fuori orario) la notte vi risucchierebbe con il suo nulla di passi anonimi, di auto svogliate e insensate. Non sarebbe più bello raggiungere tutti e due la stessa casa, per leggere vicini? Di tanto in tanto interrompere per dire, “Senti qui!”, e con il dito che segna una riga dopo l’altra, accorgersi di aver letto tutte le pagine.
(brano tratto da Amarsi a Roma, di Roberto Carvelli)
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